Bologna centro storico – Itinerario a piedi n. 1



L’itinerario inizia da Via Indipendenza, nei pressi della stazione ferroviaria centrale, e procede in direzione del centro storico.

Rocca di Porta Galliera (1330). Ruderi della fortezza difensiva di epoca medievale.

Sullo sfondo, la monumentale Scalinata del Pincio, inaugurata nel 1896 da Re Umberto I di Savoia e dalla Regina Margherita. Alla base la fontana rappresenta una ninfa assalita da una piovra. Le due scale laterali, punteggiate da file di lampioni di ghisa, conducono in cima alla terrazza panoramica del Parco della Montagnola, l’antico parco cittadino dentro le mura creato a metà del XVII secolo. Nel 1805 Napoleone volle arricchirlo con viali alberati. Numerosi i platani monumentali tra cui anche il Platano di Napoleone.

A metà di Via Indipendenza, a sinistra, si incontra il  Monumento a Giuseppe Garibaldi, eretto in memoria dopo la sua morte avvenuta nel 1882.

Una piccola deviazione a destra, lungo Via Falegnami, conduce in Via Galliera dove si allinea una sequenza di antichi palazzi signorili meritevoli di attenzione come, ad esempio, quelli corrispondenti ai numeri civici 14, 13, 15 e 21).

Si ritorna in Via Indipendenza percorrendo Via Manzoni, dove ha sede il Palazzo Fava, noto anche come Palazzo delle esposizioni dopo un restauro completato nel 2005. Al suo interno si possono ammirare affreschi di Annibale, Agostino e Ludovico Carracci, i più grandi pittori bolognesi del 1500. Il palazzo ospita regolarmente pregevoli mostre di livello nazionale e internazionale.

Cattedrale Metropolitana di San Pietro (iniziata nel 1605). All’interno, tra le varie opere, l’Annunciazione di Ludovico Carracci (1618), nel lunettone dell’altare maggiore, e il Compianto sul Cristo morto, opera in terracotta di Alfonso Lombardi (1522-1527). Il campanile, alto 70 metri, è visitabile il sabato pomeriggio e, nel periodo estivo, anche di sera.

La bella casa del Canton de’ Fiori, in angolo tra Via Indipendenza e Via Rizzoli, incorpora la duecentesca Torre Scappi (39 metri). Sotto il portico, osservando le volte, le iscrizioni Panis vita, Canabis protectio, Vinum laetitia onorano le fonti di ricchezza su cui si basava l’economia locale dell’epoca: il grano, la canapa e la vite. La presenza delle tre iscrizioni è considerata una dei ‘7 segreti di Bologna’ ma, più che di segreto, si tratta di una curiosità di origine storica.

Torre Azzoguidi (61 metri) in Via Altabella.

La Torre Prendiparte o Torre Coronata (60 metri), in Via Sant’Alò, fu costruita nel 1154 dalla famiglia guelfa Prendiparte, una tra le più nobili dell’epoca. In seguito, appartenne anche alla Curia che la adattò a carcere dell’Arcivescovado. Oggi è un Bed & Breakfast di alta qualità, ideale per soggiorni di grande fascino e suggestione. Talvolta, in estate, il proprietario concede una visita guidata fino alla cima della torre, dalla cui terrazza si gode un panorama mozzafiato.

Palazzo Grassi, del 1200, rappresenta un eccellente esempio di costruzione medievale bolognese. Oggi è sede del Circolo Ufficiali. Il portico è sostenuto da travi lignee dalla caratteristica forma ‘a stampella’. Di fronte, anche le Case Boncompagni si reggono su un porticato ligneo.

L’itinerario si conclude con la Finestrella di Via Piella, il famoso affaccio sul canale delle Moline chiamato anche La piccola Venezia. Tra i leggendari ‘7 segreti di Bologna’, l’affaccio è il più apprezzato dai visitatori.

 

Gli itinerari di Barbara

 


Link interni:

Bologna, la “turrita”

 

Link esterni:

La Torre Prendiparte

Palazzo Fava

 

 

Categorie:Itinerari a Bologna e Provincia, Itinerari in Emilia-RomagnaTag:, , , , , , , , , ,

2 comments

  1. Non credo che i proprietari del palazzo di Canton dè Fiori possano aver dimenticato di segnalare che le fonti di ricchezza di Bologna sono state, per secoli, la produzione della seta e l’Università.
    Forse quelle tre erano la fonte di ricchezza della loro famiglia…

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    • La produzione della seta è stata fonte di ricchezza fino alla fine del 1600. La Casa Stagni (Canton de’ Fiori) è stata restaurata alla fine del 1800 e presumibilmente quelle iscrizioni risalgono a quell’epoca, quando la canapa era ancora una grande fonte di ricchezza.

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