Itinerario nei colli bolognesi


Giardini Margherita

Commissionati dal Comune di Bologna e realizzati su progetto del piemontese Ernesto Balbo Bertone di Sambuy, furono aperti al pubblico nel 1879. A quel tempo, il nome ufficiale del parco era “Passeggio Regina Margherita”.

Sambuy decise di creare un giardino all’inglese e di costruire un laghetto (con sponde rocciose di selenite), come cuore pulsante del parco, attorno al quale si snodavano ampi viali a doppio giro concentrico, per permettere il passaggio delle carrozze, e uno chalet di legno come punto di ristoro (il vecchio chalet andò perduto in un incendio nel 1893).

I giardini hanno ospitato importanti manifestazioni cittadine, come l’esposizione emiliana del 1888 ed è, da più di un secolo, il tradizionale passeggio dei bolognesi.

Un tempo era possibile andare in barca e, infatti, le scalinate che dal ponticello scendevano alle imbarcazioni sono visibili ancora oggi.

Sul lato meridionale del laghetto scorre il tratto scoperto dell’antico canale di Savena, una delle vie d’acqua che un tempo caratterizzava la città e che alimenta il lago.

Durante i lavori per la realizzazione del parco, nell’area fu scoperto un sepolcreto etrusco, dal quale proviene la pregevole tomba in travertino che si ammira ai margini del prato centrale.

Cenobio di San Vittore

L’antico Cenobio è dedicato a San Vittore, martire del IV secolo.

Sede dei Canonici Lateranensi fin dal 1117, fu espropriato nel 1797 con la nascita della repubblica Cispadana.

Nella canonica, splendido è il coro ligneo quattrocentesco.

Altro gioiello è il chiostro, con arcate sostenute da colonne di marmi pregiati con, al centro, un pozzo a pianta ottagonale.

Il Cenobio è visitabile la domenica mattina, dalle ore 9.30 alle ore 11.00.

Villa Guastavillani

La villa, situata sul Monte di Barbiano, fu fatta costruire dal Cardinale Filippo Guastavillani nel 1575.

Dopo vari passaggi, nel 1927 fu adibita a struttura assistenziale per bambini poveri e di gracile costituzione e, nel 1944, divenne un sanatorio per la profilassi antitubercolare.

Nel 1992 la villa fu acquisita dal Comune e, nel 1996, fu ceduta all’Università degli Studi di Bologna. Oggi Villa Guastavillani ospita le aule della Bologna Business School.

Per questo motivo non è aperta al pubblico ed è possibile visitarla solo in rare occasioni, come durante le Giornate FAI.

Splendida e unica è la Grotta del Ninfeo, una stanza ipogea naturale, dove un tempo era possibile ammirare vari giochi d’acqua.  Le pareti sono rivestite da piccole pietre colorate e framezzate da conchiglie.

Lungo il percorso, si passa dai Prati di Monte Donato e dal Parco di Paderno, da dove si gode un bel panorama sui calanchi.

Percorrendo via Gaibara…

Parco Cavaioni

Nel ‘700, Parco Cavaioni era un grande podere agricolo e, ancora oggi, mantiene molte delle sue caratteristiche di paesaggio agrario.

Con l’abbandono della collina, nel secondo dopoguerra, i terreni furono acquistati dal Comune di Bologna e trasformati in parco pubblico.

All’ingresso del parco si trova il ristorante Ca’shin, dove potrete pranzare con pasta fatta in casa e prodotti stagionali (quando possibile) , provenienti dall’orto della struttura.

Dal cortile si accede al Bosco di Ca’shin, inaugurato nella primavera del 2021, un bellissimo parco giochi per bambini. Nel parco sono stati installati grandi giochi di legno, pannelli montessoriani, pannelli sensoriali, una maxi scacchiera, il percorso delle biglie, reti e casette sugli alberi, muri di arrampicata, travi di equilibrio, una teleferica… C’è anche un’area dedicata ai bambini da 0 ai 3 anni.

In questo periodo stanno allestendo il Villaggio di Natale, che aprirà il 4 Dicembre.

L’ingresso al Bosco di Ca’Shin è a pagamento per i bambini, con un’unica tariffa giornaliera di 10 euro. Gli adulti non pagano e devono accompagnare i bambini all’interno del parco avventura (non è richiesto il green pass). Il parco è aperto il sabato e la domenica.

E’ presente anche un’area feste, che si può prenotare per festeggiare compleanni e per altri eventi.

Parco dei Calanchi di Sabbiuno e Monumento ai Caduti

Il versante verso il fiume Reno è costituito da uno spettacolare anfiteatro di calanchi, punteggiato da cespugli di ginestre.

(dal web)

Sul margine del calanco è sorto il monumento in memoria dei 100 partigiani assassinati dai nazifascisti nel dicembre 1944, opera del Gruppo Architetti Città Nuova (1972-73). Gli edifici colonici della vicina Ca’ Croce ospitano una piccola mostra sull’eccidio.

Una lunga fila di massi arenacei, che portano incisi i nomi delle vittime conosciute, rappresenta il percorso verso il calanco. Il muro in cemento indica il punto dell’esecuzione.

Dal ciglio del calanco scende un filo spinato dipinto di rosso, oggi quasi completamente inglobato nell’argilla, che raggiunge una croce posta alla base del dirupo.

Cosa sono i calanchi

I calanchi sono formazioni di rocce argillose e friabili, perciò continuamente erose dall’acqua e dal vento.

La loro origine è legata alla sedimentazione avvenuta sui fondali di un golfo marino, che nel Pliocene si estendeva a sud del mare padano, insinuandosi tra i rilievi appenninici.

Gli itinerari di Barbara


Categorie:Itinerari a Bologna e Provincia, Itinerari in Emilia-RomagnaTag:, , , ,

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