Bologna: Santuario della Madonna di San Luca



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Quando lo avvisti in lontananza, che sia da un treno o dall’autostrada, immediatamente pensi “CASA”.

Di tutti i simboli monumentali che rappresentano Bologna, il Santuario della Madonna di San Luca è il primo segno di accoglienza per chi torni da un viaggio. Faticoso o di piacere poco importa. Ciò che conta è che lo trovi sempre ad aspettarti là, sul Colle della Guardia, poco distante dal centro urbano eppure alla distanza giusta per dominare tutto, città periferia e dintorni, col suo inconfondibile profilo pieno e rotondo.
Ecco San Luca!, pensi, e già ti rassereni, già pregusti le pantofole e ti disponi mentalmente alla fine di un altro viaggio.

Magari non ci sali più da una vita, a San Luca, ma ne conservi pur sempre qualche bel ricordo. Magari quello di una gara a chi arriva primo fra due cuginetti mossi da un puerile spirito agonistico, lasciando le madri indietro ad arrancare ansimando (Non correte… Andate piano… E fermatevi una buona volta!!!).
O magari quello in cui non eri ancora diventata una maga della doppietta e “non ti dico fare la Curva delle orfanelle in quattro sul Cinquino!”…

… o magari sei di quelli che ci vanno in pellegrinaggio, o a cadenza settimanale, per rendere grazie o recitare una preghiera alla Madonna bizantina, attribuita a Luca Evangelista e giunta a Bologna da Costantinopoli nel 1160…

… oppure uno di quegli invidiabili sportivi che lo raggiungono facendo jogging, o pedalando sulla mountain bike, mordendo certi tratti di pendenza al 15-18% a suon di gambe e superfiato, per arrivare al santuario giusto un po’ affannati…

… o magari ci salivi con la funivia, che non c’è più dal 1976, e ti ricordi ancora la prima volta in cui provasti l’emozione di staccarti dal suolo in pochi attimi, scoprendo la città in una sorprendente e nuova prospettiva aerea.

(Foto dal web)

Ma ci puoi sempre salire con un trenino dai simbolici colori rosso-blu, o con un pulmino, oppure in auto, se preferisci, sempre che trovi un beato parcheggio nella sestina di posti consentiti senza incorrere in contravvenzioni!

DSC_0160San Luca Express (info biglietti e orari QUI)

Riassumendo, puoi essere un credente oppure no, turista alla scoperta della tua città o provenire da paesi lontanissimi, ma il panorama che abbraccia la pianura bolognese a nord e i dolci colli che ne incorniciano il versante sud è un premio assicurato! (nebbia permettendo).

FIORETTI E SCONGIURI BOLOGNESI

Se va tutto bene vado a San Luca a piedi!” è il fioretto più comune dei bolognesi  quando sperano di realizzare un sogno o di superare con successo una prova difficile. Ciò significa partire almeno dal bell’arco barocco del Meloncello e percorrere, con salutare ottimismo, circa 2 chilometri in salita (489 scalini inclusi) fino a raggiungere quota 300 metri s.l.m.

Va’ ban a San Lócca! ” è invece il consiglio accorato, o velato di bonaria ironia secondo i casi, che si dà a chi è perseguitato dalla sfortuna. Niente di meglio, quindi, che affidarsi  alla benedizione della Beata Vergine…

“LA MADONNA SCENDE IN CITTÀ”

Ogni anno, nel mese di Maggio, la Sacra icona viene portata in processione giù in città e vi rimane, per una settimana, accolta nella cattedrale bolognese, ossia la Metropolitana di San Pietro in via Indipendenza e non, quindi, la più nota Balisica di San Petronio. L’evento, fortemente sentito e festeggiato dai fedeli, è il saluto riconoscente della popolazione alla Beata Vergine per i miracoli che le si attribuiscono nei casi di calamità come, ad esempio, l’aver fatto cessare nel 1433 i nubifragi devastanti per le coltivazioni, o l’aver fatto finalmente scendere la pioggia durante la peste del 1630.

A proposito di piogge: il portico, progettato nel 1650, è il frutto degli ingenti sforzi fisici ed economici dei bolognesi che vollero così proteggere dalle intemperie il cammino dei pellegrini. I più facoltosi finanziarono la costruzione degli archi. I meno abbienti offrirono la forza delle braccia per innalzarli.

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Che le arcate siano davvero 666 non è confermato. Ciascuna è contrassegnata da un numero progressivo (il primo parte da Porta Saragozza), ma chi ha provato più volte a contarle afferma che il risultato non torna. Fra intonacature e probabili modifiche architettoniche effettuate nel tempo, l’arcano continua a suscitare affascinanti ipotesi e suggestioni, ma a tutt’oggi resta irrisolto.

La tradizione religiosa vede nel portico la rievocazione del diabolico serpente la cui testa finisce schiacciata sotto il piede della Beata Vergine, rapprentata dal santuario.

L’interno della chiesa, a forma di croce greca,  contiene opere pittoriche di Guido Reni, Donato Creti, Giuseppe Mazza e del Guercino (questa nella sagrestia maggiore).

Salendo fino al sottotetto della cupola (100 gradini ca.) è possibile ammirare una splendida veduta a 180 gradi della città fino al centro, dei colli e di Casalecchio di Reno.

Stefania Ferrini


Link esterni:

San Luca Express – Come raggiungere San Luca
San Luca Bologna Drone HD  (video di Piernicola Marci)
666 arcate sì o no? – ‘Quattro passi’ in compagnia di chi le ha contate…
“CASAAA!!!”
(video amatoriale di Rossella Breveglieri)
Quelli cresciuti all’ombra della funivia di Bologna (foto e ricordi su Facebook)

Categorie:Bologna, Bologna e ProvinciaTag:

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