La Valle del Reno – Prima parte



Si tratta di un itinerario abbastanza esteso, perciò potrete scegliere che cosa visitare in base ai vostri interessi e al tempo disponibile o suddividerlo in più tappe.

Villa Griffone a Pontecchio Marconi

Fu la residenza principale della famiglia Marconi da metà Ottocento.  Proprio a Villa Griffone Guglielmo Marconi allestì il suo primo laboratorio e realizzò i suoi primi esperimenti di radiotelegrafia (1895).

Marconi proseguì le sue esperienze principalmente nel Regno Unito, dove sviluppò il suo sistema di telegrafia senza fili, che poi diffuse progressivamente su scala mondiale. In oltre 40 anni di attività scientifica e imprenditoriale, Marconi divenne simbolo vivente delle radiocomunicazioni.

Le spoglie dello scienziato si trovano nel sottostante Mausoleo di Guglielmo Marconi. L’intero complesso è monumento nazionale.

Alla morte dello scienziato nel 1937, la Villa divenne sede della Fondazione Marconi e del Museo Marconi, dedicato alle origini e agli sviluppi delle radiocomunicazioni.

Il Borgo di Colle Ameno

Il borgo di Colle Ameno fu fatto costruire nel sec. XVIII dall’illuminista Filippo Ghisilieri.

Il borgo nacque durante l’illuminismo come città-utopia in grado di essere autosufficiente. Intorno alle ville  erano infatti presenti una scuola, un ospedale, la chiesa, le botteghe artigiane, il laboratorio di ceramica e di stampa, oltre a tutto il necessario per il lavoro nei campi nel latifondo circostante.

Il palazzo Ghisilieri era soprattutto famoso per la sua fabbrica di maioliche con tipiche decorazioni in monocromia azzurra, motivi e tipologie decorative ripresi ancora oggi da artigiani locali.

Durante la seconda guerra mondiale Colle Ameno fu sede di un comando militare tedesco e di un vero e proprio campo di rastrellamento e di prigionia.

Il Comune di Sasso Marconi, insieme con altri Enti, ha nel corso degli anni restaurato gran parte degli edifici e assegnato alcune botteghe ad artigiani e restauratori. Entro l’anno è previsto un bando per l’affidamento di nuove botteghe.

Presso l’Osteria Colle Ameno, di sera, potrete degustare hamburger gourmet fatti in casa e un’ottima birra artigianale.

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Inoltre è stata creata l’Aula della Memoria, con pannelli e video esplicativi.

Con il recente completamento dei restauri delle ville Davia e Ghisilieri, ricche di splendide sale, si apre una nuova fase per il Borgo. Il Comune sta, infatti, cercando i partner per la realizzazione d’iniziative ed eventi.

Insomma c’è fermento a Colle Ameno e speriamo che questo piccolo borgo torni presto al suo splendore e a rivivere appieno!

Per una visita guidata al borgo e all’Aula della memoria contattare l’ufficio del turismo: Info Sasso – 051 6758409 – http://www.infosasso.it

Palazzo De’ Rossi e il suo borgo

Palazzo De’ Rossi fu commissionato da Bartolomeo De’ Rossi e la costruzione, con aspetto tipico feudale, avvenne tra il 1482 e il 1485. Questa dimora, che subì nel tempo varie modifiche e restauri, ora è di proprietà dei duchi Bevilacqua Ariosti.
Il palazzo è formato dalla residenza signorile e dal borgo, anch’esso cinto da mura merlate.

Di grande importanza per l’epoca era il canale, fatto costruire dai Rossi, che garantiva l’acqua per tutte le necessità del castello e del borgo.

Il castello e il borgo erano autonomi, disponevano di tutto ciò che serviva: coltivazioni, peschiere, scuderie, stalle, frutteti, cartiere, mulini e segherie. Gli abitanti curavano l’agricoltura e tutte le attività necessarie per la conduzione. Le loro case-bottega si affacciano ancora sulla piazza del Borgo dominata dalla dimora padronale e dalla Torre Colombaia.

Dal borgo si accede al Ristorante Nonno Rossi e all’Hotel Palazzo De’ Rossi.

Da oltre tre secoli, ogni anno, all’inizio di settembre, nel borgo si svolge  la Fira di Sdaz (Fiera dei setacci), antica festa della tradizione contadina e, per l’occasione, la piazza si anima di artigiani, bancarelle, esibizioni di antichi mestieri.

Poco dopo Palazzo De’ Rossi, sulla sinistra, c’è una stradina che conduce al Ponte di Vizzano, ricostruito nel 1949 e ristrutturato nel 1991.

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Gli scavi etruschi di Marzabotto

Kainua, l’antica Marzabotto, era una florida città etrusca, posta al centro del sistema commerciale che collegava il porto di Spina, la capitale dell’Etruria Padana (Bologna) e l’Etruria Tirrenica. Prosperò dalla metà del VI alla metà del IV secolo a.C., quando fu invasa dai Celti.

La visita agli scavi si svolge in un percorso che, attraverso i resti delle abitazioni, sale fino all’acropoli e si chiude col suggestivo sepolcreto orientale. All’interno dell’area archeologica è situato il Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria che conserva, tra i vari reperti, la testa di Kouros in marmo greco e le statuette votive in bronzo.

Temples of Paestum Archaeological Site, Salerno, Campania, Italy

(Dal web)

Al Parco Storico di Monte Sole dedicheremo un articolo a parte!

Il Palazzo dei Capitani di Montagna a Vergato

A Vergato merita una breve visita il Palazzo dei Capitani di Montagna, attualmente sede del palazzo comunale.

Vergato

Il Palazzo venne costruito fra il XIV e il XV secolo e fu sede dei Capitani della Montagna, funzionari nominati dall’autorità bolognese, posti a capo del governo del territorio dal 1414 al 1796. Il palazzo è caratterizzato dai numerosi e interessanti stemmi araldici; tra questi è visibile quello che è ancora oggi lo stemma del Comune, raffigurante un cinghiale in una palude circondato da due rami di quercia legati da un nastro.
L’edificio è stato ricostruito nel periodo postbellico, in stile medievale sulla preesistente costruzione, come da progetto del 1885 di Alfonso Rubbiani e dell’architetto Tito Azzolini. Nel 1998 è stato ulteriormente valorizzato grazie alla realizzazione di quattro vetrate ad opera del famoso artista Luigi Ontani, che oggi ornano la Sala del Consiglio Comunale. Le vetrate, di notevole interesse artistico, formano un microcosmo di luci e di colori fortemente simbolici ed evocativi.

Da Vergato potrete estendere l’itinerario con due percorsi:

PERCORSO ‘A’

La Pieve di San Pietro a Pieve di Roffeno

Nei pressi di Cereglio, all’interno del suggestivo borgo di Pieve di Roffeno, sorge l’antica Pieve di San Pietro, una delle poche nella zona a conservare ancora oggi evidenti tracce romaniche risalenti all’epoca della sua costruzione (metà del XII secolo).

È una delle pievi più celebri e antiche apprezzabili nella diocesi di Bologna. All’interno si trova il Fonte Battesimale che è considerato il “gioiello” della Chiesa: di foggia longobarda e datato intorno al VII secolo, apparteneva sicuramente alla chiesa preesistente al 1155. Il catino in arenaria è decorato da una corona di delfini che si tengono per la coda di chiaro valore simbolico. Di bella e pregevole fattura anche l’acquasantiera in sasso eseguita a scalpello.

Grotte e Cascata di Labante

Già definite il principale esempio di travertino in Italia, le grotte di Labante sono classificate come sito d’importanza comunitaria (SIC) e sono frutto di un fenomeno carsico che vede la formazione di un particolare travertino chiamato “Sponga”.

Da secoli e millenni l’acqua scorre su un alto palco di roccia di travertino che sembra un antico acquedotto e si getta da un becco sospeso nel vuoto, vaporizzandosi in una nuvola che al sole si colora di arcobaleni. L’acqua, invece di scavare un letto, nei millenni ha depositato e tuttora deposita calcite e altre sostanze che nel tempo si pietrificano formando il travertino.

La cascata, che ingloba piante e muschi, sembra un giardino pensile pietrificato e nei mesi invernali ghiaccia completamente creando un paesaggio poetico e surreale.

PERCORSO ‘B’

Santa Maria Assunta di Riola

Si tratta della prima chiesa cristiana progettata dal famoso architetto finlandese Alvar Aalto, nonché del suo unico intervento edilizio italiano.

La chiesa si struttura su un’unica navata e su pianta asimmetrica. Di grande pregio architettonico è il sistema per dare luce alla chiesa. L’architetto finlandese, infatti, ha collocato sulla copertura superiore, tra i vari archi portanti, delle ampie e frastagliate vetrate che captano e diffondono la radiazione solare all’interno della chiesa.

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In posizione lievemente ribassata il battistero, illuminato da un lucernario sovrastante e da ampie vetrate affacciate direttamente sul fiume Reno. Di particolare interesse, infine, la schola per il canto, provvista di organo e sopraelevata.

La Rocchetta Mattei

Fu costruita dal Conte Cesare Mattei (1809-1896) sui resti di un antico castello medievale di Matilde di Canossa. Il Conte, prima militare e politico, poi scienziato, studioso, filantropo e imprenditore, ne diresse personalmente la costruzione.

La fusione di differenti stili architettonici come il gotico-medievale e quello moresco lo rendono un luogo davvero fiabesco, con un intreccio di sale sapientemente decorate, logge e torri. Tra gli ambienti più suggestivi troviamo il Cortile dei Leoni che è la riproduzione del Cortile dell’Alhambra di Granada e la cappella che è costruita a imitazione della Cattedrale di Cordova.

Il Conte costruì la Rocchetta per un motivo ben preciso: essere la culla della sua invenzione, l’Elettro-Omeopatia, una medicina che, con l’utilizzo di erbe naturali e un metodo di preparazione segreto, curava l’uomo da ogni suo male.

La Fondazione Carisbo lo acquistò nel 2005 e iniziò le imponenti opere di restauro di quanto oggi è visitabile.

Borgo La Scola

Il Borgo La Scola, sorto tra il XIV e XVI, è uno dei meglio conservati dell’Appennino Bolognese.

Il più importante degli edifici è la Casa Parisi (famiglia che fino al ‘700 fu proprietaria del borgo) che si affaccia sulla corte centrale. Di fronte alla casa sorge la residenza precedente dei Parisi, risalente al 1300, la cui facciata è abbellita da una meridiana del 1700 su cui campeggiava lo stemma della famiglia.

Attraverso il voltone ci troviamo di fronte all’Oratorio di San Pietro. Sul lato opposto all’oratorio si apre un arco che era il passaggio obbligato per l’accesso al borgo. Percorrendo il vicolo ci troviamo di fronte al cipresso monumentale che si erge maestoso da circa 700 anni. Risalendo verso la parte alta del borgo, si noti alla propria destra l’oratorio di San Francesco, ora inglobato in una casa privata.

Nella parte alta del Borgo troviamo l’Oratorio di San Rocco edificato nel 1481. Di fronte sorge un gruppo di case-torri collegate tra loro da un balchio ligneo sorretto da un’interessante colonna in muratura di forma tondeggiante.

Santuario di Santa Maria della Consolazione a Montòvolo

Montòvolo è stato un luogo di culto sin dall’età pagana, ma il santuario odierno, dedicato a Santa Maria della Consolazione, risale al XIII secolo.

Grizzana Morandi-Montovolo

L’edificio attuale conserva parte della vecchia costruzione (le absidi, le monofore e i capitelli), nonché numerosi affreschi devozionali del Quattrocento. Sul campanile si può osservare una meridiana tuttora funzionante.

Dal Santuario si gode un panorama impareggiabile.

 

Gli itinerari di Barbara


Link Esterni:

Fondazione Guglielmo Marconi

Borgo di Colle Ameno

Palazzo De’ Rossi

Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria

Rocchetta Mattei

Borgo La Scola

Categorie:Itinerari a Bologna e Provincia, Itinerari in Emilia-RomagnaTag:, , , , , , , , , , ,

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