Canton de’ Fiori


All’angolo tra via dell’Indipendenza e via Rizzoli, il “Canton de’ Fiori” conserva una divertente iscrizione a cui non si fa caso, per via del passaggio continuo di persone. Sotto la volta del portico, è inserita in un ornato floreale l’ha scritta latina panis vita, canabis protectio, vinum laetitia (“il pane è vita, il vino è allegria, la canapa è protezione”).

Ad accompagnare la scritta, sotto ogni volta, alcune immagini affrescate celebrano le piante su cui si basava l’economia locale nei secoli scorsi.

Si vedono dunque la mietitura del grano, la filatura della canapa e la vendemmia. La coltivazione della canapa, che si diffuse in Europa al tempio delle crociate, era molto proficua e serviva per la produzione di funi. Nelle lunette del portico, a sua volta, alcuni affreschi mostrano un carro trainato dai buoi, che trasporta il grano, una donna al telaio che tesse una tela e una botte di vino. Il Canton de’ Fiori, che presenta anche altri riferimenti a piante, spesso accompagnate a cartigli che rimandano a significati simbolici, risale al XV secolo e fu ristrutturato a fine Ottocento in pieno stile liberty. Apparteneva in origine alla famiglia Scappi.

L’iscrizione del Canton de’ Fiori è uno dei “sette segreti di Bologna“.

Barbara Zoli


Tratto da: Davide Daghia, Bologna insolita e segreta.

Categorie:Bologna, Curiosità su Bologna

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