CURIOSITÀ SU BOLOGNA
In via Caprarie 3, nella parte alta della facciata, un’insegna murata testimonia che qui aveva sede l’Arte dei Beccai, ossia la corporazione degli odierni macellai. Si distinguono chiaramente due leoni che sorreggono uno stemma dominato da un bue. La scritta in latino riporta invece che furono Giovanni II Bentivoglio e il figlio Annibale a porre l’insegna nel 1490 . I Bentivoglio, in passato, erano difatti beccai e non rinnegarono mai le loro umili origini. Via Caprarie, che oggi si presenta più larga, in età medievale si chiamava Ruga (via stretta) degli Scannabecchi, altro nome per indicare i beccai. Qui si trovavano le botteghe di macellai, gli scannatoi e il mercato del bestiame, che rimase fino alla fine del ‘600 . Dove ora sorge la Galleria del Leone, che conduce a via Rizzoli, aveva sede la Beccaria Magna, provvista di banchi di vendita. I beccai lavoravano anche di domenica e le loro bilance venivano controllate da un console una volta al mese, per evitare frodi. Le spadere regolate male venivano distrutte e i loro proprietari, oltre a pagare la multa, dovevano rimborsare i clienti.

Le arti a Bologna
le attività produttive e il ceto artigiano si sviluppano a bologna tra l’XI e XIII secolo. Si formarono così le Arti, corporazioni mercantili riconosciute dal Comune in modo da avere un peso nelle decisioni governative. Dodici di queste Arti costituirono, a loro volta, la Universitas Mercatorum, detta Mercanzia, un ulteriore meccanismo associativo che tutelava il commerciante e regolava i loro comportamenti. Queste 12 arti erano: Beccai, gli odierni macellai; Bombasari, che lavoravano la bambagia, un particolare tipo di cotone; Calegari, che fabbricavano calzari e fornivano cuoio, tomaie e corami per gli interni delle carrozze o per arazzi di pregio; Cambiatori (cambiavalute), l’arte più influente; Fabbri; Falegnami; Fabbricanti di lana; Fabbricanti di seta; Merciai; Orefici; Speziai, ossia farmacisti esperti di cosmesi ma anche gli alimenti bevande; Strazzaroli (commercianti di stoffa).
Barbara Zoli
Tratto da: Davide Daghia, Bologna insolita e segreta.
Link interni:
Itinerario nel Quadrilatero, tra botteghe storiche e luoghi d’arte
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